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In politica ormai sembrano tutti la ragazzina di CasaPound inventata dalla Guzzanti jr.

“Se si leggono i giornali sembra che Quarto sia importante come Baghdad”, ha detto in televisione qualche giorno fa non ricordo più quale dirigente del Movimento cinque stelle. “Ci sono stati più articoli su Banca Etruria che sull’immigrazione”, ha detto ieri Matteo Renzi.

28 Gennaio 2016 alle 06:27

“Se si leggono i giornali sembra che Quarto sia importante come Baghdad”, ha detto in televisione qualche giorno fa non ricordo più quale dirigente del Movimento cinque stelle. “Ci sono stati più articoli su Banca Etruria che sull’immigrazione”. Questo lo ha detto ieri Matteo Renzi al Senato. Dall’attenzione alla propria immagine è facile slittare verso atteggiamenti evocativamente censori, sia da parte del governo che dell’opposizione. Fa parte delle insidie del gioco. Anche la ritorsione è da sempre una componente essenziale della dialettica politica. L’espressione “Da che pulpito viene la predica!” è del resto antica, ma di questi tempi lo stilema è infantilmente abusato. In molti sembrano la ragazzina di CasaPound, genialmente inventata dalla Guzzanti jr., che messa alle strette urla: “E allora le foibe?!?”. Difficile che se ne esca, malgrado alcuni nobili tentativi di riflessione come, negli ultimi due giorni, gli editoriali di Paolo Mieli sul Corriere e del professore Sabbatucci sulla Stampa. Il limite dell’analisi storica sta nella capacità di spiegare bene quello che è successo, fino a prevedere quello che probabilmente succederà, ma sapendo bene di non poterne influenzare il corso.

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