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Primarie e "paesi normali"

Le primarie. Se a sinistra sentissi qualcuno dire pubblicamente che trova le primarie una boiata pazzesca e ritiene che i candidati li dovrebbe scegliere il partito nelle sue strutture dirigenti, troverei il discorso opinabile ma non privo di logica politica. Invece no, magari lo pensano, e in priva

23 Gennaio 2016 alle 06:18

Le primarie. Se a sinistra sentissi qualcuno dire pubblicamente che trova le primarie una boiata pazzesca e ritiene che i candidati li dovrebbe scegliere il partito nelle sue strutture dirigenti, troverei il discorso opinabile ma non privo di logica politica. Invece no, magari lo pensano, e in privato forse si azzardano anche a dirlo, ma quando vanno in tv o parlano con i giornalisti si avventurano in complicate disquisizioni procedurali, spesso senza capo né coda. Provate a chiedere a uno di New York come si fanno le “primarie di coalizione”, quello vi guarderà stranito e vi dirà che non ne ha idea perché nel suo paese, che è l’unico dove si fanno le primarie, non ci sono le coalizioni. Eppure in vista delle comunali, la partecipazione alle “primarie di coalizione” è il dibattito che più divide la sinistra, e ogni tanto anche la destra. Siamo fatti così, abbiamo un sistema elettorale battezzato “italicum” ma ci vogliamo mettere un pezzo made in Usa, così come avevamo un sistema precedente che era maggioritario ma con un po’ di proporzionale, così come abbiamo un sistema processuale di tipo accusatorio ma ci siamo dimenticati di separare accusatori e giudici, così come siamo ecologisti ma bandiamo i termovalorizzatori che in Germania e in Danimarca, dove i verdi sono più forti che da noi, stanno vicino ai centri abitati senza che si siano creati problemi. E poi, siccome nulla di tutto ciò funziona, protestiamo prendendo ad esempio i paesi “normali”.  

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