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“Il discorso programmatico” di Carminati

Il processo Mafia Capitale comincia a entrare nel vivo con le testimonianze degli investigatori che materialmente hanno eseguito le indagini. Le risposte dei due ufficiali del Ros citati dai pm ne hanno ripercorso le fasi iniziali e il punto di svolta, datato al dicembre 2012, quando procura e carab

16 Gennaio 2016 alle 06:18

Il processo Mafia Capitale comincia a entrare nel vivo con le testimonianze degli investigatori che materialmente hanno eseguito le indagini. Le risposte dei due ufficiali del Ros citati dai pm ne hanno ripercorso le fasi iniziali e il punto di svolta, datato al dicembre 2012, quando procura e carabinieri si orientano a verificare l’ipotesi di avere a che fare con una vera e propria organizzazione mafiosa. Sono state citate intercettazioni già note perché pubblicate al momento degli arresti. Ora emerge anche la valutazione che ne fecero in tempo reale gli inquirenti. Per esempio la ambientale in cui Carminati parla del “mondo di mezzo” venne subito considerata come l’enunciazione del programma della associazione e viene tuttora chiamata dai carabinieri “il discorso programmatico”. Quanto poi le parole si siano sostanziate nei fatti sarà il processo a mostrare. Intanto questa settimana il tribunale ha respinto la richiesta di alcuni avvocati di rendere inutilizzabili le intercettazioni per un vizio d’origine. Alcuni giornali avevano enfatizzato l’istanza ma in realtà si poteva subito notare, e qui lo si era fatto, che una parte dei difensori, segnatamente la difesa di Carminati, sembra intenzionata a battersi nel merito dell’accusa di mafia evidenziando le possibili forzature nella fase d’indagine con un controinterrogatorio molto aggressivo piuttosto che formalizzare eccezioni procedurali. Tattica che, dopo il rigetto dell’istanza che la difesa di Carminati non aveva firmato, difficilmente cambierà.

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