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Il caso Quarto. Lezioni per Beppe Grillo

Quarto è un comune di circa quarantamila abitanti nella cosiddetta area metropolitana di Napoli. E’ vicino all’ancora più popolato comune di Marano. E’ la zona di raccordo fra l’area metropolitana delimitata dai comuni intorno a Napoli, che già Francesco Saverio Nitti chiamava la “corona di spine”,

8 Gennaio 2016 alle 06:02

Quarto è un comune di circa quarantamila abitanti nella cosiddetta area metropolitana di Napoli. E’ vicino all’ancora più popolato comune di Marano. E’ la zona di raccordo fra l’area metropolitana delimitata dai comuni intorno a Napoli, che già Francesco Saverio Nitti chiamava la “corona di spine”, e le campagne del giuglianese. Terre dove la camorra ha un impianto secolare. Tutto questo per dire che nelle risposte messe in rete da Beppe Grillo, per spiegare a suo modo la faccenda della giunta di Quarto a guida pentastellata, ce n’è una rivelatrice. Grillo risponde a una domanda che nessuna persona sensata gli ha fatto. Erano decisivi i voti dell’assessore espulso dal M5s poco prima che venisse indagato? Naturalmente no, tanto alto è stato il consenso per i grillini alle ultime comunali. “Porteremo anche le ottantenni a votare per il M5s” dice il tizio in rapporto con la camorra, secondo i pm, nella immancabile intercettazione. Da quelle parti il clan Nuvoletta di Marano aveva l’abitudine fin dagli anni 50 di sostenere sindaci del partito di opposizione che allora era il Pci. Figuriamoci se si mettono paura di Grillo. Tenerli lontani è possibile solo facendo il contrario di quello che chiedono ed è rischioso. Non fare nulla, limitarsi a scandire “onestà!”, di fatto li lascia indisturbati. Ne tengano conto, prima che il problema si ponga loro anche da qualche altra parte. Per esempio a Gela e Bagheria.

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