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Perché Becchi annuncia (ancora) l'addio al M5s

Non è la prima volta che il professore Paolo Becchi, che di questa rubrica per un po’ di tempo è stato uno dei principali personaggi, annuncia di aver revocato la propria adesione al movimento di Beppe Grillo. Il suo rapporto col M5s si può definire di battitore libero, di intellettuale d’area.

6 Gennaio 2016 alle 06:18

Perché Becchi annuncia (ancora) l'addio al M5s

Non è la prima volta che il professore Paolo Becchi, che di questa rubrica per un po’ di tempo è stato uno dei principali personaggi, annuncia di aver revocato la propria adesione al movimento di Beppe Grillo. Il suo rapporto col M5s si può definire di battitore libero, di intellettuale d’area. Quando più volte è stato sconfessato dal leader, ha sempre fatto seguire un suo spontaneo passo indietro dalla pretesa di rappresentanza, praticamente autosospendendosi dall’affiliazione pur di non recedere dalle sue posizioni, spesso solo diversamente sconclusionate rispetto a quelle ufficiali. Di questo comportamento gli va dato lealmente atto. Stavolta la revoca della sua iscrizione pare definitiva ma continua a non essere assimilabile alla catena di espulsioni che caratterizzano il movimento. Su quelle infatti Becchi non ha mai trovato da ridire e anche oggi usa, per spiegare il suo dissenso dal movimento, l’intervista al Financial Times in cui Di Maio si dissocia da Grillo a proposito della uscita dell’Italia dalla Nato. “In altri tempi una simile  presa di distanza non sarebbe stata consentita”, è quel che pensa il professore. Gli intellettuali d’area sono fatti così, da che mondo è mondo. Pronti a plaudire alla più ottusa disciplina di partito ma guai a non proporli per il Cda Rai.

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