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Mattarella e il cenone i Capodanno

Il cenone di capodanno non può esimersi da un commento obbligato, quello sul discorso televisivo del presidente della Repubblica. Solo dopo che tutti hanno avuto modo di ascoltarlo a casa propria per poi raggiungere il luogo convenuto, ci si siede a tavola o si affolla un buffet in piedi.

2 Gennaio 2016 alle 06:27

Il cenone di capodanno non può esimersi da un commento obbligato, quello sul discorso televisivo del presidente della Repubblica. Solo dopo che tutti hanno avuto modo di ascoltarlo a casa propria per poi raggiungere il luogo convenuto, ci si siede a tavola o si affolla un buffet in piedi. E com’è logico, dopo i saluti di rito, di quello si parla, del messaggio. Rito comune al “ceto medio riflessivo” la notte di capodanno. Bene, stavolta i commenti erano del tipo “E’ tornata la Prima Repubblica”, “Parole vuote, sostanzialmente andreottiane”. E può essere, anzi è quasi sicuro, che a destra-ognuno ha le sue frequentazioni- dicessero più o meno le stesse cose. Ma oggi leggeremo sul Fatto che la novità del discorso televisivo è stata la fine delle barriere poste dall’odiato Napolitano verso il popolo dei governati. Non più dietro la scrivania ma in poltrona. Questa la discontinuità che fa scrivere il giornale più vicino a Grillo addirittura di un nuovo Pertini Eppure il discorso di Mattarella non conteneva una sola parola sulle riforme costituzionali e nemmeno su quella della Rai, come pure gli chiedeva un appello pubblicato da “il manifesto” con autorevoli, usa dire così, firme. La Repubblica dunque, secondo il suo presidente, non è in pericolo, come invece scrivono gli autorevoli firmatari, e del resto il quotidiano omonimo ha cambiato direttore. Proprio per questo l’annessione del discorso presidenziale da parte dell’opposizione è difficile ma vitale, anche se la base elettorale recalcitra.

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