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"Amm’ scassat’!", urlava De Magistris

“Ho spaccato!” urlava Luigi De Magistris a piazza Plebiscito il giorno dell’elezione a sindaco e "Amm’ scassat’" traduceva, a volume ancora più alto, coinvolgendo i lazzari festanti intorno al palco. Intendeva dire che aveva vinto. Ho letto ieri sul blog del Fatto una opinione di Fausto Corvino sull

4 Dicembre 2015 alle 06:18

“Ho spaccato!” urlava Luigi De Magistris a piazza Plebiscito il giorno dell’elezione a sindaco e "Amm’ scassat’" traduceva, a volume ancora più alto, coinvolgendo i lazzari festanti intorno al palco. Intendeva dire che aveva vinto. Ho letto ieri sul blog del Fatto una opinione di Fausto Corvino sull’uso ormai invalso nell’ambiente artistico, nei talent più che alla Scala per la verità, dell’uso improprio  del verbo spaccare. Corvino nota la singolarità di come “un termine che di per sé indica divisone, rottura, shock, sia diventato sinonimo di aver convinto tutti”. Non è sempre mera futilità l’affettazione gergale che si fa per un po’ linguaggio corrente. Spesso spesso qualcosa segnala. Convincere, come ama spiegare spesso Pannella, che è teoricamente un non violento, sta per vincere “con”, insieme, in uno scontro dove alla fine nessuno si fa male. Sostituire “convincere” con “spaccare” mi pare un bruttissimo segno premonitore. Almeno quanto l’abbattimento di un aereo militare.

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