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Quelle comiche intimidazioni di Carminati

Il processone Mafia Capitale ritornerà fra dieci giorni. Nel frattempo l’analisi più acuta della principale questione che nasce dal nome dato al processo, ovvero se l’imputazione di mafia possa reggere, resta quella fornita dal giudice, ormai in pensione, Corrado Carnevale che, intervistato su Panor

1 Dicembre 2015 alle 06:08

Il processone Mafia Capitale ritornerà fra dieci giorni. Nel frattempo l’analisi più acuta della principale questione che nasce dal nome dato al processo, ovvero se l’imputazione di mafia possa reggere, resta quella fornita dal giudice, ormai in pensione, Corrado Carnevale che, intervistato su Panorama da Andrea Marcenaro, ha definito l’impostazione della procura romana un “azzardo avventuroso”. Il punto debole, spiega Carnevale, sta nella forza intimidatoria dell’organizzazione mafiosa, non equiparabile per espressione e percezione a quella di una semplice accolita di delinquenti pur violenti. Carnevale spiega con sapienza giuridica quello che istintivamente si capisce ascoltando una intercettazione molto cliccata su YouTube. Carminati è alle prese con un operatore telefonico restio a soddisfare una sua richiesta e, persa la pazienza, se ne esce con “Ma hai capito chi so’ io? No? Cercame su internet, così capisci bene e vediamo se ‘sta cosa non se risolve”. Seguono minacce. Ecco, un mafioso piuttosto che dire “hai capito chi sono?” si fa frate. Ma non succede, perché chi lo ascolta lo capisce benissimo, non ha bisogno di Google. E’ quel tipo di forza intimidatoria che a Carminati in quella intercettazione palesemente, e comicamente, manca.

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