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Rutelli e "la prossima Roma"

La kermesse sulla “prossima Roma” convocata oggi da Francesco Rutelli alternerà dal palco una cinquantina di oratori, due attori che leggeranno brani in prosa, Mario Sechi che intervisterà il prefetto Gabrielli, filmati e slide.

28 Novembre 2015 alle 06:27

La kermesse sulla “prossima Roma” convocata oggi da Francesco Rutelli alternerà dal palco  una cinquantina di oratori, due attori che leggeranno brani in prosa, Mario Sechi che intervisterà il prefetto Gabrielli, filmati e slide. L'ex sindaco ha opportunamente chiarito che non ha nessuna intenzione di candidarsi e potrebbe perfino essere vero. L'appuntamento coinvolge una parte del centro sinistra ma è aperto anche ad altri e Alfio Marchini ha assicurato la sua partecipazione. Il commissario del Pd romano Matteo Orfini si è detto rammaricato di non poterci essere ma diversi esponenti del partito non faranno mancare il loro intervento. Bene. Rutelli sembra volersi proporre non come attore ma come regista. Non un improponibile revival del 1993 ma una riflessione seria volta al futuro. Benissimo. Sarebbe allora forse utile approfondire un tema relativo al clima in cui, sull'onda dei referendum di Mario Segni, si arrivò all'elezione diretta dei sindaci. Ottima cosa, per carità. Solo che fu corredata da una serie di innovazioni legislative, maturate nel clima di Tangentopoli, che, con l'intento di limare il potere dei partiti, lodevole intenzione, puntavano a inserire nelle amministrazioni locali elementi di aziendalismo e managerialità. Siccome il risultato è stato, nel migliore dei casi, l'indimenticato consigliere detto Batman, e nel peggiore la tutela di personaggi come “Er cecato”, capire come sia potuto succedere potrebbe essere utile a tutti. Purché si applichino al tema seri esperti della legislazione e non moralisti della domenica, o del sabato.

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