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Contro il concetto di “emergenza”

Può essere che oggi nella nostra società, ovvero nelle nostre relazioni sociali, si faccia fatica a pronunciare la parola “guerra”. Può anche essere che questo non sia un bene o almeno abbia dei risvolti negativi. E’ comunque un dibattito serio e non privo di aspetti concreti e conseguenze. Quello c

25 Novembre 2015 alle 06:18

Può essere che oggi nella nostra società, ovvero nelle nostre relazioni sociali, si faccia fatica a pronunciare la parola “guerra”. Può anche essere che questo non sia un bene o almeno abbia dei risvolti negativi. E’ comunque un dibattito serio e non privo di aspetti concreti e conseguenze. Quello che è sicuro però è che sull’uso di un’altra parola, “emergenza”, c’è larga unanimità e nessun dibattito perché viene a tutti spontaneo pensare che l’evidenza delle cose la imponga. Eppure, senza necessariamente fare paralleli con la costituzione di Weimar e il nazismo come ieri Agamben su Repubblica, una qualche riflessione su come il concetto di “emergenza” sia entrato nelle nostre leggi e quanto le abbia sfigurate sarebbe utile e perfino urgente. Sono contento che Pannella e i Radicali, forti della loro storia, se ne siano ricordati ieri con una iniziativa pubblica.

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