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L'avvicendamento Scotti-Mancino

Il governo guidato da Giuliano Amato alla fine della primavera del 1992 fu il primo governo dell’ultima legislatura della cosiddetta Prima repubblica. Una legislatura che nasce all’insegna del declino del sistema dei partiti sotto i colpi delle inchieste di “tangentopoli” e si apre con la strage di

19 Novembre 2015 alle 06:08

Il governo guidato da Giuliano Amato alla fine della primavera del 1992 fu il primo governo dell’ultima legislatura della cosiddetta Prima repubblica. Una legislatura che nasce all’insegna del declino del sistema dei partiti sotto i colpi delle inchieste di “tangentopoli” e si apre con la strage di Capaci proprio mentre il Parlamento sta eleggendo il nuovo presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, che era stato eletto pochi giorni prima presidente della Camera. Al suo posto, sullo scranno più alto di Montecitorio viene votato Giorgio Napolitano. Scalfaro incarica Amato di formare un nuovo governo che ricalca la maggioranza del precedente governo Andreotti. In quel governo viene confermato Martelli alla Giustizia e sostituito Scotti con Mancino al Viminale. Si tratta di un passaggio che alcuni pm siciliani considerano altamente sospetto, ritenendo Scotti ministro di polizia assai più duro con la mafia del suo successore. La differenza fra le due gestioni del Viminale non è dimostrata da alcun fatto concreto e l’avvicendamento è molto più spiegabile da altri motivi che non un deliberato cedimento a cosa nostra ma non è questo il punto. La richiesta dei magistrati di Caltanissetta di sentire come testimone Giorgio Napolitano a proposito dell’avvicendamento fra i due ministri appare singolare per due semplicissimi motivi. Il presidente della Camera è, per il suo ruolo, sganciato dall’ordinario dibattito interno del suo partito, figuriamoci dalle complicate trattative per la composizione di un governo. Ma soprattutto il partito di Napolitano non faceva parte della maggioranza. Una simile citazione mostra solo la sesquipedale ignoranza di certi magistrati sul funzionamento delle istituzioni e sulla storia politica del nostro paese. Oltre che un evidente accanimento.

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