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Fassina e la necessità di una forza alternativa a sinistra

Non capisco lo sconcerto di alcuni miei amici di sinistra per la dichiarazione di Fassina a proposito del M5s da preferirsi al Pd in caso di ballottaggio. E' stato sempre lui, poche settimane fa, a proporre un rapporto politico con settori della destra in chiave anti Troika e anti euro.

11 Novembre 2015 alle 06:27

Non capisco lo sconcerto di alcuni miei amici di sinistra per la dichiarazione di Fassina a proposito del M5s da preferirsi al Pd in caso di ballottaggio. E' stato sempre lui, poche settimane fa, a proporre un rapporto politico con settori della destra in chiave anti Troika e anti euro. Chi allora non ha alzato neanche un sopracciglio non si capisce perché ora si stracci le vesti. Certo Fassina non è un tattico attento, ma nella sua ingenuità almeno è coerente. Molto difficile, diciamo, che Salvini lo prenda sul serio, quanto ai Cinque stelle ci ha pensato Fico a prenderlo a pesci in faccia a nome dei pentastellati. Però Fassina non ha mai nascosto la sua opinione sulla necessità di una forza alternativa al Pd da sinistra. Alternativa, non alleata come invece vorrebbero fosse i suoi nuovi compagni di strada che pensano a qualche candidato sindaco in opposizione al Pd per meglio trattare una modifica dell’Italicum tale da consentirgli l’apparentamento alle politiche. Neanche loro però sono grandi tattici perché Renzi potrebbe ragionevolmente rispondergli “Cari signori, che la riforma non sia un gran che sono il primo a pensarlo, ma una cosa buona ce l’ha. Il premio alla lista consente finalmente quel “partito a vocazione maggioritaria”, pietra miliare del programma del Lingotto, che voi avete votato e non siete riusciti a realizzare. Io lo sto mettendo in pratica e adesso dovrei tornare indietro per evitare che qualche D’Attorre resti fuori dal Parlamento? Preferisco giocarmela e rischiare. Ognuno per sé e buona fortuna”.

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