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Marino se ne va. E' arrivato il momento di giudicare l'operato del Consiglio

Certo è difficile pensare che, in un guazzabuglio come quello che si è venuto creare al comune di Roma, possa esserci una mossa decisiva. Le dimissioni dei 25 consiglieri hanno comunque il pregio di azzerare una farsa che stava superando ogni soglia di decenza. L’ultima cosa che si è vista, il sinda

31 Ottobre 2015 alle 06:09

Certo è difficile pensare che, in un guazzabuglio come quello che si è venuto creare al comune di Roma, possa esserci una mossa decisiva. Le dimissioni dei 25 consiglieri hanno comunque il pregio di azzerare una farsa che stava superando ogni soglia di decenza. L’ultima cosa che si è vista, il sindaco che si paragonava a Salvador Allende, valga per ultimo esempio di una deriva che pare inarrestabile. Probabilmente anche un dibattito in Aula, pur logico e forse doveroso, non sarebbe servito a gran che. Una questione però, sollevata ieri dall’Huffington Post, non mi pare priva di fondamento. Assai più degli scontrini, o della attuale situazione giudiziaria del sindaco, sarebbe utile, prima di convocare gli inevitabili comizi elettorali, desecretare la relazione prefettizia rimasta dal luglio scorso in qualche cassetto della scrivania del ministro dell’Interno. Il consiglio comunale è ormai sciolto e la conoscenza di quella relazione, nella sua forma integrale e non attraverso le inevitabili indiscrezioni, sarebbe sicuramente utile agli elettori per formarsi un giudizio sull’operato delle forze politiche e dei loro singoli esponenti. A cominciare dal sindaco uscente e dai suoi assessori.

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