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Carne e sigarette. Se il principio di precauzione domina le nostre vite

Ieri qui si parlava di sigarette e discutibili campagne anti fumo. Intanto esplodeva il caso della carne rossa e delle salsicce. Viene da citare il gran cancelliere Bismarck che aveva capito tutto a suo tempo e, straussiano ante litteram, raccomandava di non far sapere al popolo, se lo si voleva far

28 Ottobre 2015 alle 06:06

Ieri qui si parlava di sigarette e discutibili campagne anti fumo. Intanto esplodeva il caso della carne rossa e delle salsicce. Viene da citare il gran cancelliere Bismarck che aveva capito tutto a suo tempo e, straussiano ante litteram, raccomandava di non far sapere al popolo, se lo si voleva far dormire tranquillo, come vengono fatte le leggi e le salsicce. Alla luce della contemporaneità sorgono però nuovi interrogativi. Si potrà mangiare un hot-dog in una macchina dove c’è una donna incinta o un minore? Quello che è certo è che ormai il principio di precauzione domina le nostre vite in modo uniforme e incarna lo spirito del tempo. L’intervento è preventivo e repressivo nello stesso tempo. Vale per tante cose, piccole come una sigaretta e grandi come una fonderia di acciaio. C’è solo una eccezione: per le dittature feroci e le armi di distruzione di massa, il principio non si applica. 

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