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Due notizie sui magistrati di Palermo

Due notizie che riguardano la magistratura palermitana possono offrire qualche spunto di riflessione. La prima è stata data ieri mattina dall’agenzia AdnKronos che ha pubblicato l’elenco completo dei magistrati che hanno fatto domanda al Csm per andare a occupare il posto di procuratore capo a Calta

17 Ottobre 2015 alle 06:18

Due notizie che riguardano la magistratura palermitana possono offrire qualche spunto di riflessione. La prima è stata data ieri mattina dall’agenzia AdnKronos che ha pubblicato l’elenco completo dei magistrati che hanno fatto domanda al Csm per andare a occupare il posto di procuratore capo a Caltanissetta, lasciato libero dal titolare Sergio Lari divenuto procuratore generale nella stessa sede. Fra gli aspiranti spiccano i nomi del procuratore aggiunto palermitano Vittorio Teresi e del sostituto Nino Di Matteo. Sono i due magistrati di punta della pubblica accusa nel processo sulla cosiddetta trattativa, da loro stessi definito fondamentale nella ricostruzione dei rapporti fra stato e mafia. Il giudizio è opinabile ma è comunque il loro parere, più volte sostenuto con qualche enfasi. L’aspetto singolare sta nella richiesta di abbandonare il fondamentale processo che inevitabilmente arriverà prima o poi a sentenza. Se ne può dedurre che quando avverrà entrambi preferirebbero non essere presenti. Certo è una riflessione maliziosa, così come quella che può scaturire dalla ridotta eco mediatica a proposito del corso che stanno prendendo le indagini sull’ufficio giudiziario che a Palermo presiedeva alla gestione dei patrimoni confiscati alla mafia, la cui gravità non sembra essere colta da giornali solitamente inclini al sensazionalismo giustizialista. Abbiamo letto articoli sul vice presidente lombardo Mantovani che partecipava a convegni sulla trasparenza ma non sulla dottoressa Saguto che commemorava Falcone.

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