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Se la mafia non ha vinto, anche la giustizia non sta molto bene

Si è già scritto qui che la ripresa autunnale del processo sulla cosiddetta trattativa è stata decisamente in tono minore, ma se, dalle parole dell’aula e dall’ormai ridotto battage mediatico, ci si affida ai numeri qualcosa di interessante se ne può cavare. Il primo numero è 25. Sono i mesi trascor

17 Settembre 2015 alle 06:18

Si è già scritto qui che la ripresa autunnale del processo sulla cosiddetta trattativa è stata decisamente in tono minore, ma se, dalle parole dell’aula e dall’ormai ridotto battage mediatico, ci si affida ai numeri qualcosa di interessante se ne può cavare. Il primo numero è 25. Sono i mesi trascorsi dalla prima udienza, dunque il processo dura da più di due anni ed è ancora lontano dalla conclusione. Il secondo numero è 9. Sono gli imputati, dopo lo stralcio di Bernardo Provenzano. Così i numeri non dicono molto, ma se si fanno interagire con altri numeri qualcosa viene fuori. Per esempio, 468. Era il numero degli imputati del primo grado del famoso maxi-processo istruito dal pool di Falcone e Borsellino. Il numero da abbinare in questo caso è 22, che sono i mesi che ci vollero per portare il processo a sentenza. Meno di due anni. Eppure, malgrado timori non infondati, non fu un processo sommario e resse nei successivi gradi di giudizio. Paragoniamolo a un altro processo più recente, quello per la mancata cattura di Provenzano, due soli imputati, attualmente in appello. Il primo grado iniziò e fini di luglio, ma ci vollero cinque anni. Più del doppio del maxi processo. I due imputati, il generale Mori e il maggiore Obinu, sono stati assolti. I numeri dicono che, se la mafia non ha vinto, anche la giustizia a Palermo non sta molto bene.

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