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Napoli violenta

Come era facilmente prevedibile, e qui è stato previsto, la situazione a Napoli della criminalità, che giusto per convenzione continuiamo a chiamare organizzata, è talmente fuori controllo che...

8 Settembre 2015 alle 06:27

Come era facilmente prevedibile, e qui è stato previsto, la situazione a Napoli della criminalità, che giusto per convenzione continuiamo a chiamare organizzata, è talmente fuori controllo che anche i giornali nazionali tornano a occuparsene mentre Il Mattino ieri titolava in apertura " Il sangue sulla città". I delitti si susseguono e dalle scorrerie armate nel centro storico di quelle che la polizia chiama "le paranze dei bambini", che si scontrano fra di loro e guai ai passanti, ora cominciano le esecuzioni per strada nei quartieri di periferia e nell'hinterland. Bruttissimo segno. Altri clan scendono in campo, alleanze si rompono e si saldano i conti fra gruppi che si pensavano azzerati dagli arresti e invece si scoprono tuttora radicati e attivi. "Ci vuole l'esercito nelle strade" propone, in una intervista al principale quotidiano della città, il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho, che è stato a lungo PM anti camorra a Napoli. È la principale, se non unica, risposta almeno immediata. Ne dovrebbe conseguire un giudizio non lusinghiero sulle capacità investigative in chiave preventiva. Se, come scrivono con qualche enfasi i giornali locali, è arrivato uno tsunami, i meteorologi addetti erano distratti. Ma il procuratore addebita quello che sta accadendo alle lungaggini e ai troppi sconti di pena. Minorenni a parte, per il reato 416 bis c'è una corsia preferenziale e comunque le prescrizioni sono lunghe. Quanto agli sconti sostanziosi di pena li ottengono solo i pentiti, forse con qualche generosità di troppo. Tutte cose che non sarà l'esercito a risolvere.

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