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A Roma il "re è nudo"

C’è voluto un radicale, Riccardo Magi che, oltre che consigliere comunale, è presidente dell’associazione Radicali Italiani, per mostrare in poche parole come, nella vicenda del comune di Roma, “il re è nudo”.

28 Agosto 2015 alle 06:28

C’è voluto un radicale, Riccardo Magi che, oltre che consigliere comunale, è presidente dell’associazione Radicali Italiani, per mostrare in poche parole come, nella vicenda del comune di Roma, “il re è nudo”. Il ragionamento di Magi è semplicissimo: spieghi Alfano come sia possibile conferire al prefetto poteri di indirizzo senza commissariamento del comune. La richiesta è in realtà una domanda retorica, di quelle che presuppongono la risposta, ed è in fondo retorica anche la scelta dell’interlocutore, pur se istituzionalmente corretta. L’interlocutore vero è il Pd e la risposta evidente è che si è giunti al commissariamento del comune evitando il suo scioglimento e il fastidioso, e oggi per il Pd assai pericoloso, corollario di nuove elezioni comunali. Nel frattempo il sindaco, si fa per dire, manda soddisfatte missive da oltreoceano mentre i suoi compagni di partito sperano che le sue vacanze si protraggano il più a lungo possibile. Può essere che la scelta per il governo fosse, allo stato dei fatti, l’unica politicamente possibile ma questo non toglie che dal punto di vista della procedura si è costituito un precedente a danno dei governati e a vantaggio dei governanti.

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