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La vicenda Casamonica (mentre tutti guardavano a mafia capitale)

Spesso le cose vanno al contrario di come sarebbe lecito attendersi. Prendiamo ad esempio la mattinata di giovedì a piazza don Bosco, a due passi da Cinecittà. Tutti i giornali annunciavano la fissazione della data d’inizio del maxi processo a “mafia capitale”. Tutta l’attenzione si appunta sulla im

22 Agosto 2015 alle 06:09

Spesso le cose vanno al contrario di come sarebbe lecito attendersi. Prendiamo ad esempio la mattinata di giovedì a piazza don Bosco, a due passi da Cinecittà. Tutti i giornali annunciavano la fissazione della data d’inizio del maxi processo a “mafia capitale”. Tutta l’attenzione si appunta sulla imputazione di 416 bis che, come chi legge questo giornale ben sa, può essere ritenuta la forzatura se non il punto debole della pubblica accusa. E che succede al funerale di Casamonica? Dell’elicottero, dei manifesti e del tiro a sei si può parlare come sfondo. Il punto decisivo è l’orchestrina, stonatissima ma degna di un film di Kusturica, che suona la colonna sonora del “Padrino”. Immagino qualche avvocato impegnato già a stendere dotte eccezioni contro il capo d’imputazione sull’associazione mafiosa. Se, dopo aver visto il tg, ha preso a testate il muro ha tutta la mia comprensione. Ma sull’altro fronte non è andata meglio. Di fronte all’incredibile coreografia, la questura si è difesa sostenendo la tesi che non ne sapeva nulla, nemmeno che Casamonica fosse passato a miglior vita. E bravi i solerti investigatori. Ma come? Il maxi processo è alle porte, la città è turbata e la questura latita. Brutto segno per i pm. Infine ci sarebbe un’ultima cosa andata al contrario: la stessa parrocchia che chiuse le sue porte misericordiose al radicale Welby le ha spalancate al boss Casamonica. Ma questo francamente mi stupisce meno. Molto meno.

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