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Più connessione più democrazia?

Scriveva ieri sul Corriere della Sera Marta Serafini di come i “like” sotto ai post di denuncia per le ingiustizie del mondo servano a far scattare l’algoritmo di Facebook ma non ad attenuare le denunciate ingiustizie. Tanti appelli firmati con la Montblanc hanno giovato più alla fama dei firmatari

21 Agosto 2015 alle 06:18

Scriveva ieri sul Corriere della Sera Marta Serafini di come i “like” sotto ai post di denuncia per le ingiustizie del mondo servano a far scattare l’algoritmo di Facebook ma non ad attenuare le denunciate ingiustizie. Tanti appelli firmati con la Montblanc hanno giovato più alla fama dei firmatari che alle cause che vi si sostenevano e cambiato il mezzo non sono cambiate le cose. Non so se l’equazione “più connessione più democrazia” sia del tutto infondata, come l’opinione citata propone, a volte però un dubbio anche peggiore andrebbe coltivato. Certo le potenzialità della rete sono enormi ma, invece che con un nuovo illuminismo, quando si apre il tablet si entra in contatto con una marea di oscure predizioni apocalittiche, cervellotiche elaborazioni complottistiche, anatemi di stampo medievale scritti per di più in un italiano approssimativo. Per non parlare della capacità di utilizzazione dei nuovi media, mostrata assai più dai tagliagole che dai democratico liberali. Certo non è colpa della rete, e può perfino consolare che, alla fine, decisivo sia il fattore umano, tenendo presente però che l’umanità è quella che è. Meno consolatorio il pensiero che fra un secolo le date salienti della Terza guerra mondiale saranno ben incolonnate e facilmente reperibili su Wikipedia.

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