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Che succede ora alla riforma costituzionale?

E’ ancora disponibile sul sito Dagospia l’appello al presidente Mattarella perché non controfirmi la riforma costituzionale del governo Renzi, ed è probabile che altri continueranno a incalzare il presidente della Repubblica su questo tema, ma andrebbe chiarito – e valga a completamento di quanto sc

13 Agosto 2015 alle 06:18

E’ ancora disponibile sul sito Dagospia l’appello al presidente Mattarella perché non controfirmi la riforma costituzionale del governo Renzi, ed è probabile che altri continueranno a incalzare il presidente della Repubblica su questo tema, ma andrebbe chiarito – e valga a completamento di quanto scritto qui ieri – che a ben vedere è praticamente impossibile che il presidente della Repubblica controfirmi la legge. Non perché ostile a Napolitano, ma in base alla legge del 1970 sui referendum, che all’articolo 3 spiega come in caso il Parlamento approvi una riforma costituzionale con una maggioranza inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna camera, la legge non viene promulgata ma è il ministro della Giustizia a firmare l’avvio del tempo di raccolta delle firme di parlamentari e consigli regionali per la convocazione del referendum confermativo. Dunque il presidente Mattarella sarebbe posto di fronte al problema di controfirmare la legge solo se essa avesse ottenuto i 2/3 dei voti in ciascuna Camera – ipotesi al momento fantascientifica – o se nessuno trovasse le firme necessarie per il referendum confermativo, ipotesi che si può definire altamente improbabile. E’ possibile invece che la legge sia approvata nel referendum, che certo sarebbe una battaglia campale. A quel punto chiedere al presidente della Repubblica di non firmare una legge votata dai cittadini sarebbe una mossa decisamente azzardata.  

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