cerca

Robledo-Bruti Liberati, cala il sipario

Con tutti i riflettori puntati su Palermo e i suoi misteri nella giungla di specchi che riflettono all’infinito, deformandole, politica e giustizia, qualcosa può sfuggire altrove. Specialmente se mancano i colori forti della consueta “estate dei veleni” siciliana. Spostiamoci a Milano. Vi ricordate

21 Luglio 2015 alle 06:22

Con tutti i riflettori puntati su Palermo e i suoi misteri nella giungla di specchi che riflettono all’infinito, deformandole, politica e giustizia, qualcosa può sfuggire altrove. Specialmente se mancano i colori forti della consueta “estate dei veleni” siciliana. Spostiamoci a Milano. Vi ricordate il duro scontro fra il procuratore Edmondo Bruti-Liberati e il suo aggiunto Alfredo Robledo? In inverno il confronto fu molto teso e dette assai lavoro al Csm e ai cronisti giudiziari, ripagati nella loro fatica da titoli vistosi e spesso in prima pagina. Bene lo scontro si è definitivamente chiuso ma se ne è accorto solo Frank Cimini e il sito “GiustiziaMi.it”. Del procuratore aggiunto Robledo e del suo trasferimento a Torino in qualche modo la notizia era uscita. Ma l’operato del procuratore capo, pesantemente chiamato in causa dal suo aggiunto come fautore di una gestione troppo accorta e diplomatica dei tempi dell’azione penale in alcune cause politicamente rilevanti, come è stato valutato ai fini di una sua riconferma nel ruolo di vertice? Non è stato valutato, né lo sarà più. Il giorno stesso in cui la Cassazione ha deciso il trasferimento di Robledo, il procuratore milanese ha annunciato che a novembre andrà in pensione, vanificando così qualsiasi possibilità di valutazione sul suo operato. L’epilogo era ampiamente prevedibile ma non per questo meno significativo. Sul durissimo scontro ai vertici di una delle procure più importanti d’Italia cala il sipario e la morale della commedia sta nel rispetto delle gerarchie.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi