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Perché perfino AntimafiaDuemila ritiene il processo sulla trattativa una ciofeca

L’ultima udienza del processo trattativa ha avuto un prologo interessante. Il presidente della Corte ha comunicato di aver ricevuto un esposto da due imputati.

15 Luglio 2015 alle 06:15

L’ultima udienza del processo trattativa ha avuto un prologo interessante. Il presidente della Corte ha comunicato di aver ricevuto un esposto da due imputati. Senza nominarli ha tenuto a rassicurare sulla impermeabilità della Corte e sua personale rispetto a suggestioni provenienti dall’esterno. Si è poi saputo che l’esposto era firmato dal generale Mori, dall’ex ufficiale del Ros De Donno e da un altro ufficiale dei carabinieri attualmente all’Aisi, il maggiore Obinu, non imputato nel processo trattativa ma coimputato con Mori in Appello per la mancata cattura di Provenzano. Più che il merito dell’esposto interessa qui il commento ad esso dell’agenzia “AntimafiaDuemila”, definita a suo tempo da Antonio Ingroia “l’organo ufficioso del pool antimafia palermitano”. L’organo ufficioso vede nell’esposto la prova di “un malessere degli imputati dovuto, più che al processo stesso, alle inchieste parallele “trattativa bis” e “trattativa ter” nel frattempo avviate dalla procura”. Ora, a parte il fatto che dall’inciso si può arguire che perfino AntimafiaDuemila ritiene il processo in corso una ciofeca, mettetevi nei panni del generale Mori. Processato e assolto per la mancata perquisizione a Riina, assolto per la vicenda di Provenzano ma ora riprocessato in appello, processato per la trattativa dove gli imputano di nuovo la vicenda per cui è in appello, viene infine a sapere che sempre sulle stesse cose è indagato in una istruttoria “bis” e una “ter”. Diciamo che un certo malessere lo proverebbe chiunque. Almeno un po’ di mal di testa.

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