cerca

Il crollo socialista

Tutto è cominciato con le elezioni francesi che dettero il primo segnale della crescita del partito di Marine Le Pen. I giornali, non solo quelli italiani, non ebbero occhi che per il Front National, il cui successo era sì significativo ma come al solito doveva fare i conti con l’ostico sistema elet

8 Luglio 2015 alle 06:11

Tutto è cominciato con le elezioni francesi che dettero il primo segnale della crescita del partito di Marine Le Pen. I giornali, non solo quelli italiani, non ebbero occhi che per il Front National, il cui successo era sì significativo ma come al solito doveva fare i conti con l’ostico sistema elettorale a doppio turno. Il dato più significativo era un altro: il crollo socialista. In Inghilterra scozzesi e Farage monopolizzano l’attenzione ma non avverrebbe se il Labour non dovesse scontare il disastro Milliband. E infine, si faccia avanti chi ricorda il nome di un politico Spd contemporaneo, a parte il mitico gaffeur Schultz, fuori concorso. Non sempre la socialdemocrazia europea ha avuto leader trionfanti o almeno oppositori di razza, ma l’eccezionale periodo di vacche magre fa pensare a qualcosa che va al di là della contingenza. Per ora si esercita sul tema solo la sinistra ex o neo comunista. Ne derivano analisi sulla “crisi della socialdemocrazia” e ricerche mai giunte a termine di improbabili “terze vie”. Sembra di sentire, al massimo, Occhetto ai tempi del dibattito sul cambio di nome del Pci. Oppure critiche da sinistra, magari molto “up to date” eppure inquietantemente simili alle tesi sul “social fascismo” care al “terzo periodo” del Comintern. Direi che servirebbe altro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi