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La brigata Kalymera ad Atene

Già leggendo ieri il manifesto si capiva che Grillo, Di Battista e compagnia pentastellata non è che fossero stati accolti con entusiasmo dallo stato maggiore di Syriza. L’enfasi con cui il comico genovese magnificava il referendum connotandolo in chiave anti euro, esattamente quello che Tsipras si

7 Luglio 2015 alle 06:20

Già leggendo ieri il manifesto si capiva che Grillo, Di Battista e compagnia pentastellata non è che fossero stati accolti con entusiasmo dallo stato maggiore di Syriza. L’enfasi con cui il comico genovese magnificava il referendum connotandolo in chiave anti euro, esattamente quello che Tsipras si affannava a negare, non ha bene impressionato l’estrema sinistra greca e la questione si è più tardi riversata anche all’interno della variopinta brigata italiana dei sostenitori del no vittorioso. Se il M5s già ha pronta una strategia parlamentare per provare ad arrivare ad una qualche consultazione referendaria sulla moneta unica, perfino Salvini prende le distanze, furbescamente dolendosi del fatto che un referendum come quello greco sia impossibile a norma di Costituzione in Italia. Quanto a Sel, ieri il capogruppo dei deputati Arturo Scotto ha ironizzato sui traduttori che hanno accompagnato Grillo. Deve esserci stato un equivoco sulla linea di Syriza. Insomma la brigata Kalymera torna in patria già divisa. Resta una curiosità che presto sarà appagata. Fra i fuoriusciti del Pd quello più disponibile a una battaglia “per superare” l’euro finora si era mostrato Fassina che sabato scorso a Roma ha tenuto una affollata assemblea in un cinema della Garbatella. Può essere che l’inedito fronte gauchista abbia già trovato un primo elemento di divisione. Senza nemmeno bisogno di Paolo Flores.

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