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La Grecia e il ritorno de l'Unità

Credo si possa essere comunque contenti del ritorno in edicola dell’Unità anche se non si è mai stati simpatizzanti delle posizioni politiche che l’antico e glorioso quotidiano ha divulgato. Nuovo look, testata in bianco dentro un quadrato rosso con un apostrofo verde per ammiccare, presumo, al famo

1 Luglio 2015 alle 06:18

Credo si possa essere comunque contenti del ritorno in edicola dell’Unità anche se non si è mai stati simpatizzanti delle posizioni politiche che l’antico e glorioso quotidiano ha divulgato. Nuovo look, testata in bianco dentro un quadrato rosso con un apostrofo verde per ammiccare, presumo, al famoso “partito della nazione”. La coppia di direzione D’Angelis-Frulletti non ricorda precisamente quella Alicata-Pintor, che pure in tempi lontani guidò il giornale, ma certo sarà meno litigiosa. La continuità col quotidiano degli ultimi decenni viene garantita da Staino che è diventato renziano. Dal primo numero è difficile capire come sarà un giornale, che senso politico potrà avere. Un indizio potrebbe stare a pagina 8 dove, insieme a un doveroso reportage da Atene, c’è un’intervista di Massimo Franchi a un operaio Volkswagen, emigrato 40 anni fa dal salernitano a Wolfsburg, dove oggi come sindacalista fa parte del consiglio di sorveglianza dell’azienda ed è consigliere comunale dell’Spd. Parla dei rapporti con la Fiom, dice che Landini è un amico e se chiede al sindacato tedesco di mobilitarsi per Tsipras certo lo faranno. Ma con le loro idee. “Tsipras ha promesso tante cose al suo elettorato, anche esagerando. Dovrebbero fare come noi (dice così: “noi” ndr) tedeschi. Essere realisti e pragmatici.” Se la linea politica dell’Unità fosse racchiusa in questa storia e in queste parole, il giornale un senso ce l’avrebbe. Eccome.

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