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Di Matteo da Fazio

Non seguo il programma di Fabio Fazio e non sapevo ci fosse stato il pm Nino Di Matteo a presentare il suo recente libro.

17 Giugno 2015 alle 06:15

Non seguo il programma di Fabio Fazio e non sapevo ci fosse stato il pm Nino Di Matteo a presentare il suo recente libro. Ne ho letto sul sito “AntimafiaDuemila” dove Saverio Lodato, un giornalista che stimo pur avendo spesso opinioni diverse dalle sue, ha commentato l’apparizione televisiva del pm. Di Matteo, almeno nella sintesi di Lodato, ha incisivamente esposto i concetti chiave del libro. Il primo riguarda la costante presenza, a partire dal delitto Mattarella avvenuto nel 1980, di un concorso politico e istituzionale in tutti i delitti “eccellenti” della mafia. Siccome nei processi, tutti conclusi, non è venuta fuori una prova, bisogna continuare a indagare. Secondo concetto chiave è che con la mafia non solo non si deve trattare ma non bisogna cercare nemmeno una interlocuzione. Lodato scrive che per questi concetti Di Matteo rischia la vita. Premesso che comunque il magistrato va protetto in tutti i modi, perché non si sa mai, sul piano puramente logico una vendetta dei servizi di oggi per vicende che risalgono a più di un quarto di secolo fa pare una eventualità abbastanza remota. Per quello che riguarda la mafia poi, a un pm che vieta alle forze di polizia di cercare informatori interni all’organizzazione, piuttosto che un attentato “cosa nostra” dovrebbe fare un monumento.

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