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La curiosità è una declinazione ineliminabile della libertà, la connota. Piperno e Scalzone da Landini

Perché mai non sarebbero dovuti andare a sentire quel che avevano da dire Landini e la sua coalizione sociale?

11 Giugno 2015 alle 06:15

La curiosità è una declinazione ineliminabile della libertà, la connota, fino quasi a esserne sinonimo. Franco Piperno e Oreste Scalzone sono oggi due persone libere nei loro movimenti e curiose. Perché mai non sarebbero dovuti andare a sentire quel che avevano da dire Landini e la sua coalizione sociale? Landini ha detto che vuole un “primo maggio d’autunno”, alludendo quasi poeticamente all’autunno “caldo” del 1969. L’anno scorso, a settembre, più prosaicamente aveva comunque auspicato la stessa combattività autunnale. Ora, se c’è qualcuno che si intende di questo incrocio fra barometri e lotta di classe, i due fondatori di Potere Operaio hanno per diritto di anzianità la tessera del club. Loro, e Sofri, e Viale, anticiparono l’autunno nel luglio del 1969 in una estate torinese raccontata dal loro compagno scrittore Nanni Balestrini in un libro il cui titolo è “Vogliamo tutto”. Non finì bene, ma per gli operai neanche malissimo. Arrivarono aumenti, uguali per tutti e il sindacato unico dei metalmeccanici, aperto anche ai non iscritti alla “triplice”. Durò pochissimo e ormai si può datare a qualche era geologica fa, ma, se la logica della coalizione è quella declamata da Landini, Piperno e Scalzone hanno tutto il diritto di almeno interessarsi alla faccenda. Se mai quello che non si capisce è cosa c’entri Sandra Bonsanti.

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