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Grovigli giudiziari

Sarà il festival degli avvocati, come ha scritto ieri Massimo Villone sul Manifesto.

5 Giugno 2015 alle 06:18

Sarà il festival degli avvocati, come ha scritto ieri Massimo Villone sul Manifesto. Il fatto è che “De Luca è sospendibile ma non incandidabile”, “Forse può rimanere seduto giusto il tempo di nominare la giunta è il vicepresidente che lo sostituirà”, “questo ci dicono la legge Severino e lo statuto della regione Campania”. In fondo è la tesi di Cantone, che ammette l’esistenza di varie scuole di pensiero sulla questione fra cui questa, non meno plausibile di altre. Solo che lo stesso “quotidiano comunista” non rinuncia, in prima pagina, all’infantile tentazione del gioco di parole travagliesco sul cognome del pm anticorruzione. Dunque “la cantonata” la prende anche il loro esperto di diritto costituzionale, pubblicato a fianco? Quanto al più ferrato avversario di questa tesi, l’avvocato Gianluigi Pellegrino, ieri scriveva su Repubblica che la legge interdice categoricamente a De Luca il potere di nominare un suo sostituto perché sarebbe come dire, questo il suo argomento, “che anche un condannato per mafia (visto che la sospensione è identica) possa rinnovare o nominare i suoi vice”. Argomento a doppio taglio, in quanto consente di convenire che con la mafia la condanna in primo grado di De Luca non entra in nulla. E allora che c’entra la commissione Antimafia? Il codice della presentabilità, si risponderà, basato su reati “tipici” del politico colluso, anche se non sono una sua esclusiva. Un “groviglio giudiziario”, per tornare a usare le parole di Villone, che, secondo molti, porterà prima o poi ma inevitabilmente a nuove elezioni in Campania.

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