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Regionali e regioni, sconfitte e vittorie

Se si prendono cinque punti su sette non si può dire che è una sconfitta. Eppure per la tornata di regionali appena conclusa sta andando così.

2 Giugno 2015 alle 06:15

Se si prendono cinque punti su sette non si può dire che è una sconfitta. Eppure per la tornata di regionali appena conclusa sta andando così. La disamina dei criteri secondo cui quelli che hanno fatto cinque perdono e quelli che hanno fatto due vincono la troverete su questo giornale esposta meglio di come si saprebbe fare qui. Qui si sogna un criterio generale, nel rapporto fra elezioni locali e elezioni nazionali ispirato a un metodo di questo tipo: le comunità politiche territoriali si scelgono le liste con primarie regolamentate da una legge che si spera non sia scritta da Rosy Bindi, i segretari dei partiti nazionali concedono l’uso del simbolo, formulano i migliori auguri e non ne parlano più, continuando a occuparsi della politica nazionale. Se proprio gli piace, vanno a fare un comizio di sostegno, nel weekend. C’è da scommettere che se andasse così i commenti post elettorali sarebbero meno lambiccati e ne guadagnerebbero in equilibrio. L’unica controindicazione sarebbe la perdita di appeal della ormai tradizionale maratona tv di Enrico Mentana.

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