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Sul caso Cirillo parla Carlo Alemi

Ieri qui si è parlato della cattura del camorrista Pasquale Scotti dopo trent’anni di latitanza e di come oggi potrebbe dare la sua versione sulla vicenda del rapimento e soprattutto della liberazione dell’assessore campano Ciro Cirillo, rapito dalle BR nel 1981 e liberato dopo una trattativa, in qu

29 Maggio 2015 alle 06:12

Ieri qui si è parlato della cattura del camorrista Pasquale Scotti dopo trent’anni di latitanza e di come oggi potrebbe dare la sua versione sulla vicenda del rapimento e soprattutto della liberazione dell’assessore campano Ciro Cirillo, rapito dalle BR nel 1981 e liberato dopo una trattativa, in quel caso ci fu davvero, con molti punti oscuri. Il magistrato che se ne occupò, Carlo Alemi, allora giudice istruttore napoletano, oggi in pensione, è stato intervistato due giorni fa dal Mattino. Ha rievocato la vicenda che effettivamente vide interagire camorra di Raffaele Cutolo e servizi segreti con le brigate rosse e i politici locali. Faccenda delicata, facilissima ai depistaggi e a ricostruzioni romanzate. Se Scotti dovesse parlare è essenziale la massima professionalità dei PM. Alemi è la memoria storica dell’inchiesta. Ieri ha spiegato al giornalista del Mattino che per il sequestro venne richiamato in servizio il generale Santovito, capo del SISMI, che era stato allontanato due anni prima per lo scandalo P2. Solo che la scoperta degli elenchi di Gelli e il conseguente allontanamento di Santovito risalgono al 1981, poche settimane prima del sequestro dell’assessore campano. Cominciamo malissimo.

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