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Quelle strane coincidenze nel caso Touil

Se si prova a ragionare in tutta calma e con il massimo rispetto per le istituzioni, sulla vicenda del giovane Touil, non si può non tenere di una singolare coincidenza di tempi.

22 Maggio 2015 alle 06:15

Se si prova a ragionare in tutta calma e con il massimo rispetto per le istituzioni, sulla vicenda del giovane Touil, non si può non tenere di una singolare coincidenza di tempi. Lunedì il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato in visita ufficiale in Tunisia e ha pronunciato un discorso di fronte al Parlamento di quel paese. Nel discorso non è mancato un ampio passaggio sul tema tema della collaborazione fra i due stati nella repressione del terrorismo fondamentalista islamico. Meno di 48 ore dopo Touil veniva arrestato in Italia. Non sembra azzardato dedurre che una sollecitazione sul caso del ricercato dalla giustizia tunisina sia stata prospettata alla delegazione italiana in visita. Ieri mattina, parlando alla Camera, il ministro dell’Interno ha parlato di “gravi indizi” del coinvolgimento del giovane nell’attentato al museo. Dunque il governo dispone di una dettagliata e recentissima informativa tunisina sul caso, che però, rispetto alla presenza in Tunisia del giovanotto al momento dell’attentato, risulta smentita  dalle indagini della procura di Milano, dove dovrà decidersi sulla estradizione e non sembra una decisione semplice.

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