cerca

Il caso Tortora, 27 anni dopo. Qualcosa è cambiato?

Nel ventisettesimo anniversario della morte di Enzo Tortora, il gesto che ha fatto più notizia è stato il tweet di Matteo Renzi che ha ricordato come oggi ci sia la legge sulla responsabilità civile dei magistrati e una diversa normativa sul carcere preventivo.

19 Maggio 2015 alle 06:18

Nel ventisettesimo anniversario della morte di Enzo Tortora, il gesto che ha fatto più notizia è stato il tweet di Matteo Renzi che ha ricordato come oggi ci sia la legge sulla responsabilità civile dei magistrati e una diversa normativa sul carcere preventivo. Eppure, spiace dirlo, la novità sostanziale sta nel mezzo usato dal presidente del Consiglio per esprimersi. E’ l’unico indizio che mostra quanto tempo sia passato. Errori giudiziari di quel tipo impongono, in un paese serio, riforme strutturali e soprattutto cambiamenti culturali. Un nuovo caso Dreyfus trent’anni dopo, in Francia, sarebbe stato impensabile. Possiamo dire altrettanto dell’Italia di oggi, a proposito di Tortora? Se consideriamo il rapporto fra magistratura e società, è cambiato davvero qualcosa, a parte i nomi dei magistrati considerati “eroi” da giornali e “società civile”? Diego Marmo, che definì Tortora un cinico mercante di morte, è ormai pensionato. Nel frattempo Luigi De Magistris è sindaco di Napoli. Se si riproponesse un caso simile oggi, cosa pensate direbbero Grillo o Travaglio? E i membri del Csm, intervistati da Liana Milella? Nella migliore delle ipotesi cose non diverse da quelle dette in difesa dei pm napoletani dall’allora dirigente dell’Anm che oggi è presidente della Corte Costituzionale.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi