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Una questione di moralità

Nell’asta di autofinanziamento che i radicali hanno avviato in rete non ci sono solo “cimeli”, libri ormai introvabili

16 Maggio 2015 alle 06:03

Nell’asta di autofinanziamento che i radicali hanno avviato in rete non ci sono solo “cimeli”, libri ormai introvabili, foto scattate in epoche politiche più lontane nel tempo di quanto oggi possa apparire ai venditori e a molti dei probabili e attesi acquirenti. Ci sono anche suggestioni, indizi di una cultura che non ha bisogno di essere aggettivata come politica, tanto è evidente che lo è. C’è la scelta orgogliosa dell’autofinanziamento, la repulsione prima estetica che etica per il finanziamento pubblico oltre che naturalmente per quello illecito. Poi la capacità moderna e spregiudicata di mischiare i generi, l’alto e il basso, la biblioteca della teoria e il marciapiede della lotta. Si vende l’introvabile prima edizione di un saggio di don Luigi Sturzo – è un periodo che fra i radicali i preti sono di moda – e la foto di una giovane Bonino che congiunge le mani nel segno della vagina. Nel catalogo dell’asta c’è comunque un filo conduttore, fra storie e profili diversi. Da Mario Pannunzio a Rita Bernardini si ritrova un tipo umano che non proclama altezzosamente la sua superiorità morale ma cerca politicamente di mantenere la propria moralità, correndo il rischio della pericolosa sindrome dello “straniero in patria”. Sono quelli che detestano “L’Italia alle vongole” fino al punto di digiunare.

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