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L'imbroglio di Travaglio

Imbroglia le carte, omette, travisa, scrive e recita minchiate ma se poi uno lo fa notare, non solo insulta, e fin qui non resta che prendere atto che il tipo è fatto così, ma cerca di rivoltare le cose con la spocchiosa improntitudine che gli è propria.

12 Maggio 2015 alle 06:18

Imbroglia le carte, omette, travisa, scrive e recita minchiate ma se poi uno lo fa notare, non solo insulta, e fin qui non resta che prendere atto che il tipo è fatto così, ma cerca di rivoltare le cose con la spocchiosa improntitudine che gli è propria. Avete già capito che qui oggi tocca rispondere a Marco Travaglio. Sostiene che sono sordo perché lui non ha mai detto che l’articolo 72 della Costituzione vieta la fiducia sulla legge elettorale. Infatti ha detto che quell’articolo, quando parla di “procedura normale di esame” per i disegni di legge in materia costituzionale o elettorale, “sembra escludere il ricorso alla fiducia che strozza il dibattito e blocca gli emendamenti”. Sembrerebbe dunque, dal suo discorso, che la fiducia sull’Italicum violi la Costituzione. Per la verità quell’articolo parla di procedura “normale” riferendosi alla necessità del voto in Aula e negando la possibilità di approvare in commissione deliberante una legge costituzionale o elettorale. Basta leggere i commi precedenti. Travaglio lo sa benissimo ma in tv voleva far credere quel che gli conveniva. Oggi poi nega di aver mai sostenuto quella tesi perché anche i costituzionalisti che criticano il governo per aver messo la fiducia premettono che l’articolo 72 non c’entra niente. Per esempio l’ha scritto Azzariti sul Manifesto. L’unica cosa che posso concedere è che non è stato Travaglio a mettere in giro la bufala ma alcuni parlamentari del M5s. Travaglio l’ha rilanciata in tv con l’ipocrita cautela di un “sembra”.

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