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La mafia è debole

La conferenza stampa della Dna, sull’operazione congiunta con l’Fbi sulla “connection” fra Cosa nostra americana e ’ndrangheta

9 Maggio 2015 alle 06:18

La conferenza stampa della Dna, sull’operazione congiunta con l’Fbi sulla “connection” fra Cosa nostra americana e ’ndrangheta in tema di traffico intercontinentale di droga, ha avuto larga eco sui giornali di ieri. Benissimo. Ora, come sempre in questi casi, seguiranno interrogatori per gli arrestati che sosterranno che quando nelle intercettazioni parlano di “compari che devono portare l’olio”, proprio di purissimo olio extra vergine si trattava e non di cocaina. Naturalmente possiedono pizzerie e ristoranti tipici. Insomma l’ennesima “brillante operazione”, un’altra battaglia vinta nella “war on drugs”, che però resta una guerra persa perché smantellata una rete ne nasce subito una nuova, o anche due. Niente di nuovo. Tranne una cosa che Bianconi, sul Corriere della Sera, ieri ha messo bene in risalto. Ormai Cosa nostra americana si rivolge agli ’ndranghetisti calabresi saltando i “cugini” siciliani. E’ l’ennesimo segnale della debolezza della mafia nel nostro paese. Non vuol dire che siamo a un passo dalla sua sparizione ma che il momento è propizio a nuovi colpi per indebolirla ancora. Ora che pare risolta la questione del bomb-jammer in dotazione a Di Matteo, e siamo tutti sempre vigili ma più tranquilli, chissà se a Palermo qualcuno se ne accorge.

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