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Fatta la legge, partito l’appello

“Valigia blu”, una sigla che sul web gode di notevole considerazione, ha battuto tutti sul filo di lana. “Presidente sveglia!! Le leggi elettorali non si approvano a colpi di fiducia. Non firmi l’Italicum”.

5 Maggio 2015 alle 06:18

Fatta la legge, partito l’appello. “Valigia blu”, una sigla che sul web gode di notevole considerazione, ha battuto tutti sul filo di lana. “Presidente sveglia!! Le leggi elettorali non si approvano a colpi di fiducia. Non firmi l’Italicum”. Corredato dall’hashtag #Mattarellasveglia, questa è l’intestazione dell’appello. Rilevante  nel testo l’esortazione a non dormire, ormai entrata nel linguaggio politico come modulo espressivo, un po’ incivile, della cosiddetta società civile. E ancor più rilevante l’altra espressione, “colpi di fiducia”, parafrasi di una ammonizione, letteralmente insensata, in voga già nella prima repubblica: "Non si può procedere a colpi di maggioranza”. E come, se no, in un Parlamento? Qui ci si sposta almeno sulla procedura, ovvero la fiducia che fa decadere gli emendamenti. Il mitico Travaglio in televisione è stato tranchant, come suo costume. “L’articolo 72 della Costituzione vieta la fiducia per la legge elettorale”. Per la verità il famoso articolo, che vieta il voto in commissione deliberante, di fiducia nemmeno parla. Nella “valigia blu” sono più furbi, si limitano a lasciare intendere che una scelta politica, effettivamente criticabile, sia anche illegittima tanto da necessitare il diniego della firma presidenziale. In sostanza si dice: “Siccome questo voto non ci piace non può essere nello spirito della Costituzione e quindi, ancor prima che si pronunci la Corte costituzionale, i suoi effetti vanno bloccati” . E’ un sistema di pensiero che ha debuttato nel '94 con la vittoria del Cavaliere e sembra sopravvivere al declino delle sue fortune politiche.

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