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La "trattativa" circense

Un articolo del giornale online Antimafia Duemila, firmato dal direttore Giorgio Bongiovanni e pubblicato anche dal Fatto, denuncia

1 Maggio 2015 alle 06:18

Un articolo del giornale online Antimafia Duemila, firmato dal direttore Giorgio Bongiovanni e pubblicato anche dal Fatto, denuncia come “oscena ed odiosa censura” la decisione dell’Università di Palermo di non ospitare, interrompendo una consolidata tradizione, una conferenza coordinata dal direttore Bongiovanni sul tema della lotta alla mafia nell’anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Bongiovanni attacca il professore Giovanni Fiandaca come autore della censura in quanto “barone universitario”. Alla conferenza avrebbero dovuto partecipare il pm Nino Di Matteo, altri magistrati e due giornalisti. Fiandaca, insieme allo storico Salvatore Lupo, è il critico più autorevole dell’impostazione del processo sulla “trattativa” ed è probabile che abbia criticato l’impostazione a senso unico della conferenza, ma un peso, nella decisione di negare il patrocinio universitario si spera possa averla avuta anche l’immagine dell’organizzatore, il direttore Bongiovanni di cui in questa rubrica già si è parlato. Figura singolare, che non sfigurerebbe in un film di Ciprì e Maresco. Ieratico, barbuto con vistose fasciature sulle mani a nascondere le stigmate da cui si dice toccato, come padre Pio. Autore di libri quali “I miei incontri con gli extraterrestri” dove parla di una astronave che gli porta i messaggi della Madonna. Circondato da seguaci, raccolti in una associazione da lui presieduta  presente in Sicilia e in America latina.  Che questa specie di Circo Barnum, contornato da pm e giornalisti, si intesti la lotta antimafia e discetti nelle università è cosa che dovrebbe far riflettere, anche a prescindere dalla “trattativa”.

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