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Le regionali del M5s

Dopo Paita, De Luca. La campagna per le elezioni regionali del M5s è orientata a cercare il successo attraverso il ritiro dei candidati rivali.

23 Aprile 2015 alle 06:18

Dopo Paita, De Luca. La campagna per le elezioni regionali del M5s è orientata a cercare il successo attraverso il ritiro dei candidati rivali. Il metodo scelto è quello di ondate di messaggi, in genere nella pausa pranzo e all’inizio dell’happy hour, conclusi da hashtag che chiedono imperativamente le dimissioni dei reprobi. Una sorta di via giudiziaria all’epoca di Twitter. O, se preferite, la vera rievocazione del 1992, molto più realistica del discusso e finalmente concluso feuilleton 2.0 di Sky. Vi ricordate “il parlamento degli indagati”? Ci risiamo ma per la verità non ne siamo mai usciti. Dopo più di vent’anni tutte le questioni relative sono state squadernate, tutti gli argomenti sono stati usati. Il tempo trascorso almeno consente un bilancio e dunque un argomento, forse decisivo anche per i più accaniti purchè raziocinanti. Tutto ciò non serve a nulla, assolutamente a nulla. Fa solo incancrenire la situazione che, messa nei termini dei coniatori di hashtag, può essere risolta solo con uno strappo alla democrazia come l’abbiamo intesa finora. Ci stiamo arrivando con uno stillicidio che ne prolunga e massimizza il costo. Se la riforma elettorale, che pure risente di questo clima, fosse un primo segnale di inversione di tendenza, meriterebbe qualche indulgenza da parte dei puristi, anche se si caratterizza come un azzardo non poco raffazzonato. Ma citare Kafka che definisce l’impazienza sommo peccato capitale, più che azzardato è temerario.

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