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Il Copasir e il terrorismo

Ieri qui si è scritto della relazione del Copasir a proposito del cosiddetto “protocollo farfalla”. Oggi forse è interessante occuparsi della conferenza stampa dei membri del comitato parlamentare che è servita anche a illustrare il senso politico e istituzionale della relazione.

3 Aprile 2015 alle 06:27

Ieri qui si è scritto della relazione del Copasir a proposito del cosiddetto “protocollo farfalla”. Oggi forse è interessante occuparsi della conferenza stampa dei membri del comitato parlamentare che è servita anche a illustrare il senso politico e istituzionale della relazione. C’è un aspetto che riguarda il decreto antiterrorismo, sul quale il comitato rivendica di avere avuto un ruolo di correzione e precisazione a proposito della questione dei colloqui investigativi in carcere degli agenti dei servizi. Questione che ha impegnato molto la critica della opposizione in aula e nel dibattito su giornali e tv. Eppure il ruolo esercitato nella stesura degli emendamenti governativi è rivendicato in chiave unitaria dalla commissione tutta, compresi il pentastellato Tofalo e il civatiano, ed ex Pm, Casson. Naturalmente il senso politico di questa rivendicazione unitaria può essere letto in vari modi e da vari punti di vista. Per certi aspetti può perfino essere consolante. A patto però che venga fatto conoscere.

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