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Il pasticcio dell'operazione "farfalla"

Molto severa la relazione del Copasir.

2 Aprile 2015 alle 06:18

Molto severa la relazione del Copasir – il comitato parlamentare di controllo sui servizi di sicurezza - a proposito della cosiddetta “operazione farfalla”, ovvero il tentativo di utilizzare come informatori dei servizi alcuni detenuti in regime di 41 bis. La vicenda è stata evocata dall’accusa nel processo sulla cosiddetta trattativa e in quello contro il generale Mori e il maggiore Obinu del Ros. Il comitato critica il Dipartimento carceri del ministero della Giustizia, ritenendo che abbia svolto in quell’occasione un ruolo “non consono alle sue prerogative e fuori dal perimetro assegnato”. In parole povere i magistrati del Dap si sarebbero comportati da agenti segreti senza nemmeno saperlo fare. Quanto agli agenti segreti veri, il generale Mori allora capo del Sisde viene tacciato di “vaghezza e accentramento” e di costruzione di una struttura operativa col Dap su base “amicale” caratterizzata da “superficialità e pressapochismo” con “modalità di funzionamento che sfuggivano alle norme”. Dunque la relazione parlamentare segna un punto a favore delle tesi della procura di Palermo? Potete stare certi che qualcuno lo scriverà, ma non è così perché a pagina 19 della relazione si può leggere che proprio “l’assenza di riscontri documentali e la gestione poco trasparente dell’attività ha giustificato ricostruzioni e letture dietrologiche di deviazioni, calibrate ad una trattativa tra lo stato e la criminalità”. Insomma, pasticcioni quelli del Sisde ma dietrologi certi pm. Secondo le migliori tradizioni delle commissioni parlamentari.

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