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Le interviste di Liana Milella su Repubblica

Finalmente, ieri, Liana Milella ha ottenuto da uno dei suoi intervistati/interrogati, nell’occasione si trattava del capo della procura di Torino Armando Spataro, una risposta pienamente soddisfacente.

28 Marzo 2015 alle 06:27

Finalmente, ieri, Liana Milella ha ottenuto da uno dei suoi intervistati/interrogati, nell’occasione si trattava del capo della procura di Torino Armando Spataro, una risposta pienamente soddisfacente. Le sue interviste stanno diventando un genere letterario. Le domande sono costruite in modo tale da far apparire chi tenti di opporre anche solo un timido distinguo, non tanto un personaggio ambiguo e probabilmente colluso – per quello bastano un Ruotolo o un Travaglio – ma direttamente un briccone della peggiore specie. Qualcuno cerca di sottrarsi con l’ironia, che talvolta sfiora il dileggio. Non basta. L’inviata di Repubblica trascrive anche quel tipo di risposte, con l’aria tetragona di chi verbalizza le prove di nuovi capi d’imputazione. Ma ieri è arrivata la primavera anche per lei. “Davvero nelle intercettazioni si possono isolare le frasi che rivelano un reato? Non c’è un contesto da conservare per capire la situazione?”. Questa la domanda, nella quale la parola chiave è “contesto”, a giustificare ogni abuso. La risposta del procuratore torinese finalmente non l’ha delusa: “Esatto”. Come Gigi Proietti in uno spot pubblicitario quando approva un suo amico che dice uno strafalcione.

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