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La prescrizione e l'impossibilità di migliorare la nostra giustizia

Lo dimostrano poche, banalissime considerazioni.

25 Marzo 2015 alle 06:22

Questa vicenda della prescrizione è davvero l’emblema di come non solo la nostra giustizia funzioni male ma sia razionalmente impensabile possa migliorare. Lo dimostrano poche, banalissime considerazioni. La Corte europea dei diritti ci massacra con ingiunzioni e sanzioni per la sistematica violazione del principio della ragionevole durata dei processi. Nelle statistiche europee siamo a livello di paesi recentemente nati, come il Kosovo. Troppe possibilità dilatorie da parte degli avvocati? Le statistiche dicono di no. Il 70 per cento delle prescrizioni scatta nella fase istruttoria, “quando l’avvocato non ha ancora toccato palla”, vivida immagine cara all’avvocato Spigarelli durante la sua presidenza dell’Unione camere penali. Gli avvocati non saranno esenti da colpe ma in ogni caso non sono quelle decisive. Lo dicono le statistiche. Dunque occorre intervenire con più mezzi per il “sistema giustizia”? Già fatto. Fra i comparti dell’amministrazione ha avuto una continuità di interventi economici e normativi superiore a molti altri settori almeno di pari importanza. Lo dicono le statistiche. Sarebbe utile disporre di dati disaggregati, ma per la giustizia è più difficile che per la difesa. E così si arriva alla rassegnata assurdità votata ieri alla Camera. Il nostro problema è la durata eccessiva dei processi? E noi allunghiamo i termini di prescrizione, anzi in alcuni casi li raddoppiamo. Ci mettiamo sempre più al di fuori della legalità europea, ma sembra non importare a nessuno. Eppure era il tema del messaggio alle Camere del presidente Napolitano. Chi sa se il suo successore ha qualcosa da dire.

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