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"Libera" Landini

La giornata di ieri è probabile che obblighi Landini a una precisazione ulteriore o a un ripensamento almeno parziale.

18 Marzo 2015 alle 06:18

La giornata di ieri è probabile che obblighi Landini a una precisazione ulteriore o a un ripensamento almeno parziale. Difficile cavarsela dicendo che “il progetto va avanti”. Nel weekend aveva, forse incautamente, assicurato la partecipazione o quanto meno il consenso informato della Cgil. In due giorni – il sindacato ha i suoi tempi – si è compreso, al di là di ogni sottigliezza e distinguo, quale sia la risposta di Susanna Camusso, che può essere sinteticamente riassunta nell’espressione: “Ma quando mai?”. Per di più anche uno degli aderenti, almeno alla riunione di sabato della “coalizione delle associazioni”, don Ciotti, a nome dell’associazione Libera, ha tenuto a dire a Repubblica che lui Landini lo vede sempre volentieri, considerandolo una brava e simpatica persona che guida una importante organizzazione, ma a coalizzarcisi insieme non ci pensa neppure. Se, al fondo delle cose , le argomentazioni del segretario confederale Camusso rimandano al rapporto fra sindacato e politica, un tema antico come il movimento operaio, quelle di don Ciotti sono di carattere più pratico. Libera, osserva il sacerdote, è già un coordinamento di associazioni che dovrebbe entrare in un coordinamento più ampio. Troppo complicato. In effetti sembra una litografia di Escher. Ci sono tutte le basi per un dibattito astruso, circolare e infine devastante. Siamo solo all’inizio. Si tenga conto che non sono ancora scesi in campo il dottore Ingroia, che però già ha manifestato qualche interesse, e Paolo Flores.

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