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L’anniversario della strage di via Fani

L’anniversario della strage di via Fani ha, come nei trentasei anniversari precedenti, visto le autorità convenute ribadire con forza l’impegno di raggiungere la completa verità sul tragico evento.

17 Marzo 2015 alle 06:24

L’anniversario della strage di via Fani ha, come nei trentasei anniversari precedenti, visto le autorità convenute ribadire con forza l’impegno di raggiungere la completa verità sul tragico evento. L’invocazione al superamento di una verità considerata sempre parziale è una caratteristica di questo tipo di ricorrenze. In questo caso però  la presenza di esponenti della nuova commissione parlamentare di inchiesta è stata fonte di leggero imbarazzo. Nel weekend la presidenza della commissione aveva trionfalmente annunciato il clamoroso ritrovamento, fra i materiali sequestrati a suo tempo in via Gradoli, di audio cassette non sbobinate. Nel comunicato non mancavano i complimenti alla solerte funzionaria che si era accorta della grave lacuna investigativa. Si lasciava aperta la possibilità che nei nastri ci fosse l’interrogatorio di Moro. La bufala ha retto poche ore grazie alla memoria dei cronisti. Quei nastri contengono musica, furono trovati all’epoca, repertati e inseriti nei verbali. Sbobinati no, perché non aveva molto senso trascrivere i testi di Guccini o degli Inti Illimani. Una figuraccia come poche. Occorreva una toppa. Forse le hanno sovraincise e sotto ci sono gli interrogatori di Moro. Questa l’ipotesi. Qualche voce si sente, in effetti, ma chi ricorda quegli aggeggi non se ne stupisce più di tanto. E poi perché reincidere sopra? Non era più semplice distruggere i nastri? Comunque se ne occuperanno i Ris. O forse verrà convocato quel professore esperto di “rock satanico” che sosteneva che ascoltando al contrario l’immortale “Stairway to Heaven” si sente Robert Plant che inneggia al demonio.

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