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Le sentenza della Cassazione che tanto ha fatto discutere

Dalla sentenza della Cassazione che tanto ha fatto discutere ieri, con interviste, analisi e dichiarazioni, si possono forse isolare due questioni semplici che rischiano di essere travisate.

12 Marzo 2015 alle 06:27

Dalla sentenza della Cassazione che tanto ha fatto discutere ieri, con interviste, analisi e dichiarazioni, si possono forse isolare due questioni semplici che rischiano di essere travisate. La prima riguarda l’influenza della legge Severino sulla assoluzione del Cavaliere. Si può dire tutto quello che si vuole, naturalmente, ma non si può prescindere da un dato di fatto: la legge era in vigore già prima della sentenza di primo grado che fu di condanna. Questo rende molto difficile presentarla come una legge “ad personam”, anche se naturalmente c’è chi si cimenta nell’impresa. La seconda questione riguarda il riverbero della assoluzione definitiva su un altro processo, il cosiddetto Ruby ter, che vede Berlusconi accusato di aver corrotto i testimoni nel processo in cui è stato assolto. Fra i due processi non c’è un rapporto automatico, perché i reati sono diversi. Certo, se il processo principale si fosse concluso con una condanna ora la situazione sarebbe molto peggiore. Eppure quello che ha detto ieri l’avvocato Coppi, intervistato dal Corriere della Sera – “Io in quel processo non ci sono. E non smanio per esserci” – non suona del tutto tranquillizzante per il Cavaliere.

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