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L'ennesima commissione parlamentare sul caso Moro

L’attesa audizione della nuova, ennesima, commissione parlamentare sul caso Moro, ha prodotto secondo il suo presidente Fioroni, “una importante novità, l’esistenza di un ‘canale di ritorno’ fra le Br e i familiari di Moro”.

10 Marzo 2015 alle 06:12

L’attesa audizione della nuova, ennesima, commissione parlamentare sul caso Moro, ha prodotto secondo il suo presidente Fioroni, “una importante novità, l’esistenza di un ‘canale di ritorno’ fra le Br e i familiari di Moro”. Per la verità il titolo del lancio di agenzia che contiene la dichiarazione presidenziale parla di “conferma” e dunque di qualcosa di già noto e in effetti lo stesso Fioroni dice che di questo canale si era sempre sospettato ma non c’era la prova. Ma non è proprio così. Nei molti processi relativi alla vicenda si è appurato che c’era più di una persona indicata dalla famiglia per tenere i contatti con i rapitori. Fra queste sicuramente l’allora parroco, e oggi nunzio apostolico, don Mennini, che ha tenuto subito a dire che quella di ieri non era la sua prima deposizione ma già in sette occasioni era stato sentito dai magistrati o commissioni di inchiesta. Dunque nessuna clamorosa rivelazione, perché tale non può definirsi la negazione assoluta del sacerdote circa un suo incontro col prigioniero nel covo dove era ristretto. “Una leggenda metropolitana messa in giro da Cossiga” ha detto monsignor Mennini agli onorevoli indagatori. Ma la commissione non demorde. E prepara nuove audizioni e nuove “importanti novità”.

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