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Le reazioni al voto sulla responsabilità civile dei magistrati

Le posizioni radicalmente negative, o positive, devono dotarsi di una logica tagliente ma non sempre avviene.

26 Febbraio 2015 alle 06:24

Le posizioni radicalmente negative, o positive, devono dotarsi di una logica tagliente ma non sempre avviene. Prendiamo le reazioni al voto sulla responsabilità civile dei magistrati che innegabilmente prova a rimediare a un tradimento del voto dei cittadini. Sulla qualità del rimedio si può naturalmente discutere e decisiva sarà la prova dei fatti. Intanto però che senso ha proporre come chiave di lettura il fatto che i magistrati non pagheranno direttamente ? Lo metteva in un titolo ieri Libero e la cosa curiosa era che a lato veniva pubblicata una utile scheda su come la questione è affrontata negli altri paesi europei. Dalla scheda si capiva che in nessuno fra i principali paesi europei, con la parziale eccezione della Spagna, il risarcimento può essere direttamente richiesto al magistrato. Un motivo ci sarà e parrebbe saggio tenerne conto, a meno che non si pensi che il nostro paese sia un passo avanti rispetto al resto dell’Europa. Francamente non risulta. Altra argomentazione distruttiva quanto scarsa di logica è quella che si ritrova nel dibattito della magistratura associata e dei social network: “Se ne gioveranno solo i ricchi che potranno pagare grandi avvocati”. A parte che è lo stesso usato all’epoca contro il divorzio, e non è andata così, l’argomento contiene una disistima così devastante nei confronti del sistema giudiziario da vincolare chi lo avanza a proposte rivoluzionarie sull’amministrazione della giustizia. E’ lecito dubitare che questo sia nelle intenzioni dell’Anm.

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