cerca

La fabbrica dei bambini

L’indifferenza per i neonati à la carte. Dall’Ucraina alla Grecia, l’assemblaggio di esseri umani in nome dell’“amore” (con un extra scegli il sesso e il colore degli occhi)

Giulio Meotti

Email:

meotti@ilfoglio.it

19 Maggio 2020 alle 08:28

La fabbrica dei bambini

foto LaPresse

"Non compriamo i bambini", recitava l’adagio dei sostenitori della maternità surrogata. “E’ un atto d’amore, è altruismo”. Poi quella fotografia ci ha risvegliato alla realtà, che era molto meno edificante dello slogan love is love. Il turismo riproduttivo, la “vita in vendita” denunciata anni fa da Jacques Testart, esiste, eccola. “Siamo diventati un negozio di neonati”, denuncia il commissario ucraino per i diritti dell’infanzia, Mykola Kuleba. Decine di neonati nelle culle, che dormono, che piangono o che sorridono alle infermiere,...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • RadaRi

    19 Giugno 2020 - 12:58

    Vedo che l'argomento della maternità surrogata è ancora rilevante per molti. Abbiamo attraversato questo. Ma il nostro percorso non è ancora finito, nostro figlio è ancora in Ucraina e non possiamo portarlo a casa. Ma la cosa più importante per noi è che ora vive in condizioni confortevoli con una bambinaia che ha un'educazione medica. E, soprattutto, vivono in un appartamento separato e non in un incubatore come questo. La clinica di Feskov, dove ero, assicura da tutti i rischi. E nonostante il fatto che siamo preoccupati, credo che andrà tutto bene. La cosa principale è che i confini si apriranno rapidamente. E questi poveri bambini ... E se li confonderanno? Come fanno a sapere dove esattamente si trova il loro bambino? Ho visto un video, nelle mani dei bambini non ci sono l’etichetta o altri segni di identificazione. Lo metteranno accidentalmente nella culla sbagliata!

    Report

    Rispondi

  • Yogurt

    19 Maggio 2020 - 18:21

    C'era una volta " Miseria e Nobiltà" oggi solo 2 miserie allegate: quella economica della fattrice su commissione e quella più miserabile dell' "Utilizzatore Finale" .

    Report

    Rispondi

  • joepelikan

    19 Maggio 2020 - 16:01

    Caro Meotti, io continuo a dire che la postmodernità è il trionfo della biopolitica nazista, senza le parate e le camere a gas (per ora). O meglio, le parate ci sono, quelle che hanno trasformato i colori dell'Alleanza in simbolo di hybris.

    Report

    Rispondi

  • maropadila

    19 Maggio 2020 - 15:24

    Chiedete all’ex-presidente della Puglia.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi