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Anche in Italia è possibile un caso Lambert

Non serve una legge sull’eutanasia, basta e avanza quella che c’è già

21 Maggio 2019 alle 20:39

Anche in Italia è possibile un caso Lambert

Foto tratta dalla pagina Facebook Je soutiens Vincent

Non c’è bisogno di una nuova legge, su eutanasia o suicidio assistito, perché in Italia accada un “caso Lambert”: basta la 219/2017, la norma sul biotestamento approvata in extremis nella scorsa legislatura. In quella legge, infatti, alimentazione e idratazione artificiale sono considerati trattamenti sanitari, e quindi per somministrarle serve il consenso informato del paziente.

 

L’art. 3 prevede poi che sui trattamenti sanitari di minori e incapaci, cioè persone non in grado di esprimere il proprio consenso, debbano pronunciarsi i rappresentanti legali, e i giudici sono interpellati solo se c’è disaccordo con i medici curanti. La conclusione è semplice: se il tutore e il medico di una persona che non può esprimersi – come Lambert o Englaro – sono d’accordo nel sospenderle alimentazione e idratazione artificiale, possono farlo senza coinvolgere nessun altro, tantomeno un tribunale. Non è necessario essere malati terminali, come non lo era Eluana e non lo è Vincent: di loro non avremmo mai saputo niente se le loro vicende si fossero svolte in Italia con la legge attuale, perché, per entrambi, i rappresentanti legali e i dottori concordavano nel sospendere i sostegni vitali. Per questo chi vuole opporsi a che la morte assistita entri nel nostro paese dovrebbe innanzitutto battersi per modificare la 219 eliminandone gli aspetti eutanasici, anziché ampliarli come invece ha chiesto la Corte costituzionale, che in questo modo vuole depenalizzare forme di suicidio assistito. Ma tutto tace in Parlamento: nessun partito si è impegnato per cambiare la legge (solo qualche parlamentare di buona volontà), e tantomeno si è pronunciato contro la Consulta, compreso l’intergruppo Famiglia e Vita, teoricamente pro life, sprofondato in un silenzio tombale. Il problema è sempre lo stesso: non bisogna disturbare il governo. Inutile l’eventuale manifestazione annunciata contro l’eutanasia e il suicidio assistito, se nessun partito è disposto a modificare la norma sul testamento biologico.

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Commenti all'articolo

  • Bacos50

    23 Maggio 2019 - 08:08

    L’alimentazione artificiale è un trattamento salvavita, perché sostituisce funzioni fisiologiche come la ventilazione meccanica e l'emodialisi, a differenza dell’alimentazione assistita che sopperisce temporaneamente all’incapacità del soggetto a masticare adeguatamente e quindi serve il consenso informato. Il vero quesito è valutare se la volontà del soggetto, liberamente espressa e quindi la norma sul biotestamento abbia senso e sia rispettata. Se il soggetto dichiara di non voler sopravvivere come un vegetale dopo un periodo di transizione, non si può poi gridare allo scandalo dicendo che è partita la macchina della morte, perché è stata avviata la procedura di soppressione per fame e per sete. Cerchiamo di non prenderci in giro.

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  • fiorevalter

    22 Maggio 2019 - 09:09

    Eluana Englaro non era un malato terminale??? 17 (diciassette) anni di stato vegetativo come li vogliamo considerare?

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